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Marina di Campo: in scena l’artista capoliverese Angela Galli

il mio punto debole

Giovedì 14 Luglio a Marina di Campo in Piazza Dante Alighieri, alle ore 21,  appuntamento col "noir":  in scena “Il mio punto debole” di Angela Galli. Sul palco Francesca Ria,  Angela Galli e Tony Bowers.



I tre artisti  ci portano per mano in questo spettacolo "Il mio punto debole" tratto da un racconto di Angela Galli,  artista capoliverese di multiforme ingegno.



 Il racconto pubblicato nell’antologia “Pink Ink Noir– Delitti per Signora" è  tra i vincitori nel 2009 del concorso letterario del Festival Risorosa.

Tre artisti, tre generi differenti: l'attrice Francesca Ria recita il suo monologo "noir"  che scava nella psiche della protagonista omicida  in un labirinto di immagini simboliche,  la sua lucida follia ripercorre l’intricato groviglio dei suoi sentimenti.



Questo  processo catartico è guidato dalle parole di Francesca Ria, dalle immagini sulla tela di Angela Galli impegnata in quella che si definisce una performance di “action painting” e dalla musica di Tony Bowes, musicista di fama internazionale fino ad alcuni anni fa membro del gruppo dei Simply Red, oggi residente all’Elba.



Angela Galli rende visibile nella sua pittura l’idea di una struttura dell’anima che va  al di là dello spazio del tempo. Tratta temi come: l’amore, il sub-cosciente, il ciclo continuo tra vita e morte, il femminile archétipale.



La divinità “originaria femminile” è per lei la concentrazione dell’energia che pervade tutte le cose, la genesi di tutto l’essere.



Complessa come i contenuti è la sua tecnica. Utilizza tecniche miste: olio, acrilico su legno e cartone,  spazi plastici  come anche strati d’oro e d’argento.

I colori primi (colori dell’incarnato), giallo, rosso e blu corrispondono con la funzione simbolica di illustrare l’intensità dell’energia divina basilare.



Le linee hanno due funzioni essenziali:  evidenziano il contorno delle figure e servono esse stesse come simboli,  la linea spirale come simbolo della divinità femminile. Questa è usata come struttura del fondo, come sui tappeti orientali, sulle ceramiche precolombiane, o sulla cornice per sottolineare l’idea divina dell’icona.



Grazie alla collaborazione con Angela e Tony – sottolinea l’attrice Francesca Ria mi trovo a confrontarmi con esperienze che non avrei mai pensato di sperimentare. E’ un altro registro che mi sorprende e mi piace e spero che possa davvero emozionare anche il pubblico”.



Penso che sia una rappresentazione da non perdere sia per bravura degli artisti, sia per la profondità, modernità  e originalità dell'argomento trattato!

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