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Il vino doc all’Elba

Vendemmia

 "Gli abitanti dell'Elba sono forti e sani perché il vino della loro isola dona forza e salute",  diceva Napoleone Bonaparte!

Italo Sapere, il nonno dell'attuale proprietario, fu il presidente e fra i soci fondatori del primo Consorzio di tutela dei vini a DOC dell'isola.



Il figlio Teolo Ario  a partire dal 1980 gettò le base per un vino di qualità.



Il nipote  Italo, facendo tesoro della sua laurea in Agronomia, ha migliorato la produzione vitivinicola utilizzando solamente gemme di piante madri coltivate in azienda, per tutelare il patrimonio viticolo locale.

"Siamo convinti che la qualità dei vini dipenda esclusivamente dall'uva, dalla sua provenienza e dal modo con cui è coltivata. Crediamo fermamente sull'esperienza dei nostri vecchi e sulla fantasia dei giovani." dice Italo.

"Procanico, Biancone, Ansonica, Vermentino, Chardonnay, Moscato sono i vitigni utilizzati".

"Fra i vitigni rossi più diffusi sono il Sangioveto, l' Aleatico e l' Alicante.



Con D.P.R. del 9 luglio 1967 è stata riconosciuta all' Elba la Denominazione di Origine Controllata dei vini "ELBA" e successivamente è nato  il Moscato dell'Elba.

La superficie produttiva attuale è circa 13 ettari di vigneto, iscritti all'Albo dei vigneti presso la Camera di Commercio di Livorno per la produzione dei vini ELBA DOC."



Ci spiega  Italo Sapere della sua azienda: "L''età media delle vigne varia: un 20 % dei vigneti ha superato i 40 anni. Il restante 80% sono vigneti giovani tutti di età inferiore ai dieci anni. Attualmente le uve bianche sono circa il 50% sul totale.

La forma di allevamento delle viti è a cordone speronato basso con un numero di gemme per ettaro molto contenuto.



"L'alta densità d'impianto superiore a 5000 ceppi per ettaro e la bassa produzione a pianta, controllata anche da una severa potatura a verde ed un diradamento dei grappoli troppo compatti , garantiscono una eccellente qualità delle uve.

I terreni sono tendenzialmente magri, mediamente argillosi, ricchi di calcare fessurato e frammisto a scisti argillosi. E dove fra i calcari eocenici affiorano dei porfidi si hanno le classiche "terre da vigna" (SILVA,1947)."



"L' azienda agricola produce le uve e trasforma i vini secondo il protocollo dell'agricoltura biologica, sotto la rigorosa vigilanza di uno dei più accreditati Organismi di controllo: ICEA(*). (*) L'Organismo di controllo ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) certifica: - la non utilizzazione di materiale vegetale derivato da modifica genetica (O.G.M.)

- il solo uso di tecniche di coltivazioni naturali, (concimazioni con letame e fertilizzazioni con sostanze naturali).

- il non uso di diserbanti chimici, anticrittogamici di sintesi ed altri pesticidi.

- l'utilizzo di tecniche predatorie naturali per combattere insetti dannosi, senza l'uso di insetticidi chimici”



Annesso all'Azienda agricola e a suo complemento c'è l'agriturismo che permette di vivere una vacanza a contatto della natura!

Complimenti Italo!



Azienda Agricola Sapereta Loc. Mola Porto Azzurro 57036 Tel. 0565 95033

http://www.sapereonline.it/

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5 risposte a Il vino doc all’Elba

Sandro Cristofori scrive:

Conosco Italo e la sua famiglia da anni.
Credo di aver conosciuto poche persone come lui, così dedito ad un lavoro che è anche la sua passione.
Ogni volta che torno dall’Elba non manco di portare con me un po’ del suo vino: è come respirare, nei grigi inverni, ancora un po’ di aria buona, oltre che ricordare degli ottimi amici.

Pingback: Aleatico Sapereta: un nettare in mezzo al mare! | Turismo Elba

sergio pedruzzi scrive:

anche io conosciuto italo ,ed anche io credo che di persone come lui ce ne siano poche,lui sicuramente non si ricordera’ di me,ma un paio di anni fa’, in un periodo tristissimo della mia vita ,mi sono,presentato a lui per via che mi assumesse anche per poco tempo(periodo della raccolta dell’uva)in quanto avevo veramente bisogno di portare a casa anche un minimo guadagno,penso che ,senza dire troppe parole ,lui avesse ben compreso la mia condizione,ok mi disse lasciami il tuo numero di telefono,gli lasciai il numero e tornando a casa ,mia moglie,che era rimasta in macchina ,mi disse sta’ sicuro che non ti chiamera’,io ,invece ero fiducioso,mi aveva guardato in un modo che mi ricordava lo sguardo di mio padre,non so’ come dire..”.stai tranquillo ,qualcosa faremo “

sergio pedruzzi scrive:

infatti dopo pochi giorni ,mi telefono’ un suo collega viticoltore sig, Arrighi dicendomi di avere avuto il mio n. di telefono da Italo e che l’indomani potevo presentarmi per il lavoro.

grazie di cuore Italo

    turismo scrive:

    Grazie Sergio per i tuoi commenti e per averci fatto conoscere episodi di solidarietà che onorano gli elbani!
    In questi giorni vorrei lanciare una proposta su questo blog: per Natale serviamoci tutti, per i nostri regali e cenoni, delle aziende dell’Elba! Facciamo in modo che i soldi che con tanta fatica guadagnamo restino sull’Isola a beneficio delle nostre aziende e dei nostri artigiani, non andiamo a spenderli in continente a beneficio delle multinazionali! Se i soldi restano all’Elba saranno reinvestiti nelle nostre attività! Grazie per la partecipazione!

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