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A Capoliveri la spettacolare Festa del Cavatore!

cavatore

 Capoliveri, dal 2 a 5 Giugno  sarà  tutta in festa: la XVI Festa del Cavatore, rievocazione delle dure condizioni di vita dei minatori, per non dimenticare il nostro passato prossimo!

 I figuranti attraverseranno il paese vestiti con i vecchi abiti, intonando la “romanza del cavatore”. Sarà possibile gustare i “piatti del convio”: il frugale pasto che i cavatori si portavano in miniera.



I minatori si alzavano  alle quattro del mattino,  raggiungevano a piedi o a dorso d’asino, al lume delle torce, le cave di Calamita e del Ginepro distanti molti chilometri. Trascorrevano tutta la giornata nel buio delle gallerie o sotto il sole cocente, a cercare la vena migliore, a spezzarla con il piccone, separando il minerale dalla terra di scarto. Poi il caricamento ed il trasporto. A tarda sera il salario: grano, olio o vino.

Nella strada del ritorno raccoglievano le erbe che sarebbero servite per preparare la cena: la minestra di tranapecore, la minestra di fagioli riso  e finocchietto selvatico, la  zuppa di verdura e uova, la panzanella con le gallette, una specie di pane secco. Le donne si prestavano l’una con l’altra l’osso del prosciutto che veniva messo a cuocere nelle zuppe per insaporirle di carne, alimento raro a quei tempi.



Altri cibi arrivavano dal mare: il polpo lesso o stufato con le patate, sburrita di baccalà,  gli zerri  in scaveggio, la palamita sott’olio, la tonnina con cipolla e pomodoro.

 Ci dice un paesano che solo col misero salario non si sopravviveva, ecco allora che si calava in mare la barca da pesca!

“Dopo  la miniera c’era il mare e dopo il mare di nuovo la miniera. E allora, capitava spesso di: “picconare,esplodere, perforare, martellare, spingere, bruciare, montare e smontare …  e poi la sera remare,calare, salpare, smagliare, tirare, ormeggiare, trasportare... e se tutto questo non bastava si poteva anche piangere, ma poi una volta asciugate le lacrime …  ricominciare!”





 Come  racconta la scrittrice Maria Gisella Catuogno:

“Chi possedeva un gozzo, dopo il lavoro in miniera o la fatica sui campi, calava qualche tramaglio o i palàmiti e sperava in Dio per mettere insieme il pranzo con la cena. Se poi era tempo di totani (come da noi si chiamano i calamari), metteva la lampara sulla prua della barca e tentava la fortuna.



Ma non era una pesca "professionale", non si faceva affidamento su quella per campare, forse perché gli elbani sono sempre stati minatori e il loro sudore aveva più il sapore del ferro che del sale".



Forse perché il clima dolcissimo imbiondiva il grano senza troppe cure e, sulle colline, le viti, gli ulivi e gli alberi da frutto crescevano che era una bellezza, nutriti da quel sole che non mancava quasi mai di consolare l'affanno quotidiano.



"Per poter andare a pescare dovevi essere forte almeno quanto la roccia che spaccavi. C’era chi riusciva a “riposarsi” un po’ durante il tragitto in barca, perché poi sapeva che sarebbe stato faticoso lavorare di schiena, di braccia, di gambe e alla fine della giornata la stanchezza gli bruciava i muscoli."



Purtroppo, ci racconta un minatore, non era raro vedere ceste intere di pesce pregiato, dentici, aragoste o triglie, varcare, in omaggio, la soglia della casa del direttore o di un alto dirigente della miniera!



Come leggiamo  allora nel comunicato stampa del Comune Capoliveri:

Da qualche anno l’Amministrazione comunale promuove un percorso di valorizzazione della storia locale legata alle vicende di questo importante sito estrattivo, soprattutto si prefigge lo scopo di diffondere la consapevolezza dei valori ambientali e culturali ad esso legati nei confronti delle giovani generazioni.



Durante questa edizione sarà presentato un libro che raccoglie memorie e testimonianze dei minatori alla presenza dell’autrice Angela Galli (2 Giugno); sarà eseguito un suggestivo concerto al tramonto nel comprensorio minerario del Ginepro (3 Giugno); sarà cantata l’antica Romanza del Cavatore per le vie del centro storico e sarà allestita una cena che riproporrà il vecchio “convio” dei minatori (4 Giugno); come evento conclusivo della manifestazione sarà eseguito il concerto di Bobo Rondelli in piazza Matteotti (5 Giugno, h. 21.30).



Durante tutti e quattro i giorni si potranno effettuare visite guidate alla miniere del Calamita Ginepro su prenotazione www.minieredicalamita.it  - email info@minieredicalamita.it



E’ tutto molto interessante e coinvolgente: complimenti a Capoliveri e... partecipiamo numerosi!

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Una risposta a A Capoliveri la spettacolare Festa del Cavatore!

minieredicalamita scrive:

La miniera, i minatori nonni, padri, zii,fratelli… presenti in ogni famiglia capoliverese ci hanno lasciato un patrimonio storico impressionante e ancora oggi grazie alle numerosi fonti (racconti,testimonianze …) è possibile rivivere nel breve tempo di una piacevole escursione al monte Calamita parte di una storia elbana ricca di fatica, sudore, incursioni piratesche …. Vi aspettiamo numerosi, approfittate della “Festa del Cavatore” dedicata a chi il lavoro non faceva assolutamente paura.

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